P.G.A.F - Piano di Gestione e Assestamento Forestale del Patrimonio Boschivo e Pascolivo comunale - Annualità 2017-2033


Carta di inquadramento generale dell'area sulla quale viene riportata la perimetrazione della proprietà e del complesso forestale da assestare
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Premessa

Il Piano di Gestione e Assestamento Forestale (PGAF) si configura come lo strumento di programmazione degli interventi selvicolturali per l’uso sostenibile delle risorse forestali e dei miglioramenti al patrimonio silvo-pastorale di aree pubbliche e private, di proprietà singola o associata. Esso è reso obbligatorio, per gli Enti Pubblici, dall’Art. 130 del Regio Decreto Legge 30 dicembre 1923 n. 3267: “I boschi appartenenti ai Comuni e ad altri Enti, escluse le società anonime, debbono essere utilizzati in conformità di un piano economico approvato (…). I piani suddetti, approvati o prescritti come sopra, saranno parificati a tutti gli effetti di legge alle prescrizioni di massima (…)”. Il legislatore regionale nel recepire la norma nazionale, riconoscendo la piena validità di tale strumento di gestione dei boschi, incentiva e promuove la pianificazione forestale attraverso la L.R. 12/10/2012 n.45 “Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale”, il Piano Forestale Regionale approvato con DGR n. 274 del 30/06/2017e ne regolamenta la redazione e l’attuazione con le Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale (PMPF) (approvate con D.G.R. n°514/2012) e le “Linee guida per la redazione dei Piani di Gestione Forestale della Regione Calabria” (DGR n. 548 del 16/12/2016). Il Piano di Gestione e Assestamento Forestale del Comune di San Pietro in Guarano, a seguito dell’affidamento dell’incarico con procedura di gara semplificata (Codice Identificativo di Gara: Z2E1C7F37A), è stato redatto dai professionisti Dott. For. Davide Bruno, Dott. For. Nadia De Iacovo (Capogruppo), Dott. For. Roberta Nicastro e Dott. For. Ernesto Puleo, iscritti all’Albo dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Cosenza rispettivamente ai numeri 534 Sez.A, 539 Sez.A, 555 Sez.A e 551 Sez.A. I succitati professionisti hanno costituito il Raggruppamento Temporaneo di Scopo (RTS), di cui all’art.48 D. Lgs 50/2016, denominato Do.For.SPG (Dottori Forestali San Pietro in Guarano) in data 14/04/2017. La stipula del contratto fra le parti presenta data 26/04/2017 (REP n.2425 del 27/04/2017). Copia della costituzione del RST Do.For.SPG e del contratto sono allegati al presente PGAF. Il presente PGAF rappresenta un Piano di primo impianto; il territorio comunale risulta sprovvisto di pianificazione agro-silvopastorale, tuttavia a seguito di difficoltose ricerche, è stato ritrovato negli archivi comunali un Piano di Assestamento relativo agli anni 1966-1975 (vd. Capitolo 7). Il presente PGAF ha validità 16 anni a partire dal 2017; negli anni 2023 e 2028 sono stati previsti due momenti di verifica. La superficie lorda, oggetto di pianificazione, per come dettagliatamente descritto successivamente, è pari a 1238.48.34 ettari. Si tratta, soprattutto in riferimento alle formazioni forestali artificiali, di aree che necessitano di interventi selvicolturali e che spesso presentano un elevato disordine colturale. Attraverso la pianificazione forestale inoltre è possibile differenziare nel tempo e nello spazio gli interventi, garantendo attraverso una accurata lettura delle diverse situazioni stazionali, compositive e strutturali, il mantenimento della diversità biologica anche a livello paesaggistico.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

Il Piano di Gestione e Assestamento Forestale (PGAF) delle proprietà boschive e pascolive del comune di San Pietro in Guarano si compone delle seguenti tavole:
Tavola 1 – Relazione tecnica: in essa viene descritto l’ambiente nel quale si è operato, vengono indicati gli obiettivi della gestione, vengono definite le linee della pianificazione e le operazioni da compiere per conseguire gli obiettivi; essa si compone di due parti: la Parte Generale e la Parte Speciale nella quale vengono esplicate le metodologie adottate, le tipologie forestali presenti ed è riportato un primo inquadramento globale del territorio oggetto di pianificazione;
Tavola 2 – Compartimentazione delle foreste “Blocchi Nord-Est, Nord-Ovest, Sud Est, SudOvest,”: in essa vengono riportate, in modo estremamente dettagliato, tutte le caratteristiche dei singoli comparti e delle singole unità colturali suddivise per blocchi (porzioni non accorpate di territorio oggetto del PGAF);
Tavola 3 – Piani di intervento: in essa sono riportati il Piano degli interventi selvicolturali, il Piano dei sistemi di lavoro e di esbosco, il Piano della viabilità, il Piano delle utilizzazioni zootecniche e degli interventi sui pascoli e i Disciplinari specifici;
Tavola 4 – Elaborati cartografici: in tutto sono state elaborate 18 mappe di cui n°7 in formato A0 realizzate secondo i dettami delle Linee guida e n°11 tavole in formato A3, realizzate al fine di fornire il miglior inquadramento del comprensorio forestale da assestare;
Tavola 5 - Relazione di esclusione dalla Valutazione di Incidenza per le aree a confine con il Parco Nazionale della Sila e la Rete Natura 2000; Asseverazioni di compatibilità degli interventi;
Tavola 6 - Schemi di verbale: da adottare durante le utilizzazioni delle varie Unità Colturali (U.C.);
Tavola 7 - Valori dendrometrici per Area di saggio: in essa vengono riportate le tabelle con i valori dendrometrici riferiti alle singole aree di saggio. La stesura di tali tavole così strutturata ha l’obbiettivo di fornire il maggior numero di informazioni di dettaglio ed in particolare le tavole 2 e 3 contengono le scelte, i riferimenti decisionali ed operativi del piano.

CENNI STORICI ED ELEMENTI DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO

Sulla base di alcuni reperti rinvenuti, si è pensato di poter collocare la formazione del primo nucleo abitato al II secolo a.C., ma secondo la tradizione generalmente accreditata, San Pietro in Guarano fu fondata, tra il IX e il X secolo, da gruppi di profughi cosentini, fuggiti dalla loro città a causa delle incursioni saracene. La prima parte del toponimo riflette il nome del Santo Patrono, mentre la seconda, che era la designazione medievale dell’abitato, potrebbe derivare dal personale latino Aquarianu o Equarianu, con l’aggiunta del suffisso aggettivale -anus, o dal termine ugualmente latino Aequalanus, ‘mezzadro’. Casale di Cosenza, ne divenne successivamente una delle ventuno “baglive” e godette dell’autonomia amministrativa di Cosenza che, essendo città demaniale, non subì mai i condizionamenti dei feudatari. Al pari degli altri villaggi del capoluogo provinciale però, verso la metà del Seicento fu infeudata al granduca di Toscana, dal cui dominio fu sottratta poco dopo, a seguito della vittoriosa rivolta di Celico. Tornata nel regio demanio, ebbe molto a soffrire durante l’invasione napoleonica. All’inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima quale Luogo ovvero Università, nel cosiddetto governo di Rose, poi il nuovo riordino amministrativo del 1811 lo elevò a Comune e dispose che gli fosse aggregato l’agglomerato urbano di San Benedetto. Gli elementi di maggior pregio del patrimonio storico-artistico appartengono all’architettura sacra:
chiesa di S. Maria in Gerusalemme risalente alla fine del sec. XIX°, costruita tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 dall’arch. Pisanti che restaurò il Duomo di Cosenza. L’interno è neoclassico con soffitto a cassettoni e capitelli corinzi in legno, ad aula unica con abside di fondo rettangolare ampio accesso esterno a tre rampe. Di pregevole fattura l’Altare ligneo maggiore del 1746-64, l’antistante balaustra ed il cancello in bronzo che provengono dal Duomo di Cosenza da ascriversi intorno alla metà del sec. XVIII°, dono dell’Arcivescovo Capece Galeotta.
chiesa di S. Pietro risalente alla fine del sec. XVI°, prossima al Palazzo Collice, originariamente a navata unica, monoabsidata, fu ampliata nel 1748 con l’aggiunta della navata sinistra che occupa il primitivo spazio cimiteriale. All’interno pregevoli opere lignee del 700 (altari e cassettonato), all’esterno portali ed una finestra sulla fronte in stile rinascimento in pietra scolpita a mano.
chiesa Maria SS. Di Costantinopoli localizzata nel punto d’incontro di quattro stradine nel centro abitato Redipiano, impianto ad unica navata con abside di fondo rettangolare. L’aula è coperta con struttura voltata a botte in rete metallica intonacata anche sull’abside. L’interno è decorato in stucchi neoclassici degli inizi del 900. Originariamente era una umile Cappella, con al suo interno un quadro dell’immaggine di Maria SS. Di Costantinopoli, la cui esistenza risulta già su documenti di inizio ‘800. Dopo diversi nobili propositi di restaurare/ingrandire tale Cappella,meritano di essere citate almeno in breve le opere di Antonio Marsico di Luigi, protagonista delle vicende redipiniasi, il quale indossò in occasione di una festa religiosa il saio francescano e da quel giorno assunse il nome di Fra Umile scelto a devozione del Beato Umile di Bisignano; egli fu nella sua vita pellegrinino-mendicante portatore del suo messaggio d’amore e di pace fra la gente, dopo aver modificato la chiesetta costruita dal nonno Nicola, in attesa di completarla, si dedicò all’edificazione del Convento che ultimò negli anni ’20. Il Convento tutt’oggi ospita le suore della Congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori che, con atto del 27 novembre 1922, ne veniva ufficializzata la cessione della struttura alla fondatrice della Congregazione. La tenacia di Fra Umile riuscì a coinvolgere la gente del luogo nella realizzazione della prestigiosa opera. In pochi anni la Chiesa venne ultimata, ma bisognerà attendere il 1935 per vederla costituita come Parrocchia. Al suo interno si conservano due dipinti uno su tela del Tancredi (1948) e l’altro su tavola in legno di autore ignoto; la statua in legno di San Francesco d’Assisi (si hanno notizie dei festeggiamenti in suo onore già nel 1903), l’effige, sempre in legno, di San Francesco di Paola commissionata da Fra Umile nel 1902 ed un antico fonte battesimale che riporta la data del 1831.
chiesa di S. Maria (Santuario) localizza nel centro abitato S. Benedetto, risale al sec. XVI°. L’impianto primitivo era a navata unica; poi ha subito nel tempo numerose trasformazioni: nel 1900 fu costruita la navata laterale sinistra, nel 1926 la navata laterale destra, con all’interno la riproduzione della grotta di Lourdes ed il campanile. Fu fondata dagli Agostiniani unitamente al convento di cui resta solo il pozzo. Al suo interno si conservano numerose tele ottocentesche ed un pregevole crocefisso ligneo del sec. XIV°.
chiesa di S. Andrea Apostolo localizzata centro abitato S. Benedetto e risalente sec. XVII° - sec. XVIII°. Edificio a navata unica con abside quadrato sormontato da una volta in incannicciata a costoloni dipinti. Soffitto a cassettoni dell’800. Sulla sinistra si erge la cappella intitolata alla Confraternita dell‟Immacolata, che fonti storiche locali fanno risalire al 1400. L’altare maggiore in marmo è del 1926, in sostituzione dell’originario altare in legno andato perduto. Sulla facciata, a destra, si erge il campanile a pianta quadrata a 4 ordini divisi da cornici marcapiano. Ricordiamo anche il palazzo “Collice” situato nel centro abitato e risalente agli inizi del secolo XVII°. Costruzione secentesca fatta edificare dalla famiglia Collice, rappresenta l’emergenza monumentale del centro abitato. Situato sul corso principale era originariamente un complesso abitativo di più vaste dimensioni. Della costruzione primitiva restano intatti gli elementi architettonici in pietra, portale, cornici marcapiano, oggetti, decorazioni in ferro. Interessante la torre angolare ancora integra nella zona a valle.


INQUADRAMENTO-GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVO DELL’AREA E USO DEL SUOLO

Il comune di San Pietro in Guarano è situato in provincia di Cosenza, a circa 25 Km dallo stesso capoluogo; esso ricade nell’ambito paesaggistico denominato “Conurbazione cosentina” e presenta i seguenti confini: Nord: comuni di Rose e Castiglione Cosentino; Sud: comuni di Zumpano, Lappano, Rovito e Celico; Est: comune di Celico; Ovest: comuni di Castiglione Cosentino e Rende:

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L’intero territorio comunale rientra all’interno degli elementi 229-II-SO, 229-II-SE, 236-I-NE della cartografia I.G.M. e negli elementi 560013-560014-560054-560051-560012-560011-560084-560081-560043-560042-560041 della Carta Tecnica 1:5000 della Regione Calabria. Il comune non rientra nelle perimetrazioni delle aree protette Nazionali e Regionali (Parcosila e Rete Natura 2000); una piccola porzione del blocco Sud-Est risulta essere a confine con il Parco Nazionale della Sila e la Rete Natura 2000 (Vd Tavola 5). La popolazione, secondo l’ultimo censimento ISTAT, ammonta a circa 3700 abitanti su una superficie di circa 48.35 Km2 . Il centro storico si trova a circa 800m s.l.m. mentre i limiti altitudinali vanno dai 160m s.l.m. di località Padula fino ai 1600m s.l.m. di Monte Scuro; la quota media è di 667m slm. Le principali frazioni e contrade sono: Padula, San Benedetto in Guarano e Redipiano. Il territorio comunale si caratterizza per la presenza di piccole attività imprenditoriali a Sud (nell’area più prossima ai centri abitati di Cosenza e Rende), e di un vasto patrimonio agricolo e boschivo nel resto del territorio, dove l’attività agricola (circa 430 aziende agricole con una superficie media di circa 7 ha – fonte PSA) rappresenta la fonte di sostentamento per la maggior parte della popolazione. Dal punto di vista idrografico l’intero territorio comunale ricade all’interno del bacino principale del fiume Crati al cui interno ricadono a loro volta corsi d'acqua di varia importanza, affluenti dello stesso fiume. Il corso d'acqua principale è il fiume Arente, che nasce dalle pendici di Monte Scuro e che delimita a nord, assieme al suo affluente Vallone Spinella, il territorio di San Pietro in Guarano con il comune di Rose; sempre a nord il torrente Riganello, per un tratto, separa San Pietro dal Comune di Castiglione Cosentino; a Sud il confine con il comune di Zumpano è costituito dal torrente Travale mentre quello con il comune di Lappano è costituito dal torrente Corno.

Tav. 1 Relazione tecnica


Tav. 2 Compartimentazione delle foreste


Tav. 3 Piani di intervento


Tav. 5 Relazione per la non assoggettabilità alla Valutazione di Incidenza + asseverazioni di compatibilità degli interventi


Tav. 6 Schemi di verbale - Registro economico


Tav. 7 Valori dendrometrici per Area di Saggio


Tavola 4.1
Tavola 4.1 AO -Carta di inquadramento generale dell'area sulla quale viene riportata la perimetrazione della proprietà e del complesso forestale da assestare
Tavola 4.2
Tavola 4.2 A0 - Inquadramento catastale con indicazione della viabilità ed elementi idrici di confine. I fogli catastali sono individuabili mediante colorazione; il numero delle particelle è riportato, per ognuna di esse, nella parte grafica
Tavola 4.3
Ta vola 4.3 A0 - Carta assestamentale (silografica ) con i confini e la numerazione de iC.C.e de lle U.C. e l'indicazione georeferita delle are e disaggio
Tavola 4.4
Tavola 4.4 - Carta dei Comparti Colturali con discriminazione delle tipologie fisionomiche dei boschi e dei sistemi selvicolturali (insieme delle operazioni da attuare per la gestione dei boschi)
Tavola 4.5
Tav. 4.5 A0
Tavola
Tavola 4.2 A0 - Inquadramento catastale con indicazione della viabilità ed elementi idrici di confine. I fogli catastali sono individuabili mediante colorazione; il numero delle particelle è riportato, per ognuna di esse, nella parte grafica
Tavola 4.2 A0
Tavola 4.2 A0 - Inquadramento catastale con indicazione della viabilità ed elementi idrici di confine. I fogli catastali sono individuabili mediante colorazione; il numero delle particelle è riportato, per ognuna di esse, nella parte grafica

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